• Giulio Gallera

IL SISTEMA SANITARIO LOMBARDO VA PRESERVATO, DIFESO, VALORIZZATO E, OVE POSSIBILE, MIGLIORATO.


L'attuale sistema sanitario lombardo definito nella sua architettura con la legge 31 del 1997 e' un modello originale e unico nel panorama italiano fondato sul principio della libera scelta da parte delle persone e delle famiglie e che prevede una separazione di competenze tra Ente programmatore e controllore (prima ASL oggi ATS ) ed Ente erogatore di prestazioni (prima AO oggi ASST); il sistema sanitario lombardo prevede inoltre la parità tra soggetti di diritto pubblico e privato, accreditati secondo precisi criteri strutturali e qualitativi, nell’erogazione delle prestazioni sanitarie.

Questo modello di Sanita', profondamente liberale, ci ha consentito di diventare il sistema sanitario che attrae il maggior numero di pazienti dalle altre regioni italiane ( oltre 100.000 ogni anno ) e di essere in testa alle classifiche nazionali per numero e qualita' degli IRCCS ( Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico - cioè i luoghi dove si porta la sperimentazione scientifica dal laboratorio al letto del paziente). Il primo IRCCS in Italia è il San Raffaele, il secondo il Policlinico di Milano, il terzo l'Istituto dei Tumori; sui primi dieci IRCCS in Italia sette sono lombardi. Alla luce delle molte difficoltà della sanità italiana evidenziatesi con la pandemia ed in considerazione del netto cambio di passo da parte del Governo Nazionale che, dopo anni di tagli e limitazioni, oggi sta investendo in modo ampio e articolato sulla sanità, anche il Consiglio Regionale si sta approntando a revisionare la legge 23/2015. Tuttavia personalmente ritengo che questa revisione o implementazione debba essere fatta senza modificare, o addirittura stravolgere, i principi ispiratori e le caratteristiche specifiche del modello sanitario lombardo. La scelta di chiamare a guidare la DG Welfare, e quindi il nostro sistema sanitario, un dirigente sanitario che si è formato e ha svolto tutta la sua carriera in una regione che ha un sistema sanitario molto diverso dal nostro, costruito su presupposti molto lontani dai nostri ed in cui non è prevista la parità, e quindi la competizione virtuosa, tra pubblico e privato accreditato, mi lascia molto perplesso. Non metto in dubbio le competenze professionali di una persona che non conosco e non ho mai incontrato durante il mio lungo mandato da Assessore al Welfare ma sono sinceramente preoccupato per come verrà affrontata la fase dell'evoluzione del sistema sanitario lombardo. È assolutamente legittimo che un assessore scelga come direttore generale una persona con cui ha una forte sintonia ma penso che tra i molti dirigenti del nostro sistema, sia nell'area pubblica che in quella del privato accreditato, si sarebbero potute trovare molte valide risorse. Concludo con un ringraziamento a Marco Trivelli, eccellente dirigente che in tantissimi anni di encomiabile lavoro ha portato l'ospedale di Niguarda ad essere uno dei più qualificati ospedali al mondo e da Direttore dell'Asst Spedali Civili di Brescia ha saputo affrontare con straordinaria competenza ed efficacia la prima ondata del coronavirus.