• Giulio Gallera

1 ANNO DAL PRIMO CASO COVID


Ricordo ogni singolo istante della sera di un anno fa, giovedì 20 febbraio 2020, quando tutto ebbe inizio. La prima telefonata con la segnalazione del primo caso accertato di Coronavirus, la corsa in Regione, la costituzione dell'unità di crisi. Da allora, nulla è più come prima.

Ecco alcuni pensieri raccolti in una intervista rilasciata all'Agenzia La Presse


TOP Coronavirus, Gallera: Ho visto direttori sanitari piangere


Milano, 19 feb. (LaPresse) - "Ho visto direttori sanitari piangere, avevamo una sorta di senso di impotenza, ma ci siamo tenuti tutto dentro come un peso forte, ma in quel momento dovevamo dare risposte". Così Giulio Gallera, ex assessore al Welfare di Regione Lombardia e oggi consigliere regionale di FI, a LaPresse ricordando i primi giorni della pandemia. "Mi ricordo della telefonata la sera del 20 febbraio, quando ci hanno confermato il primo paziente Covid: siamo subito corsi in Regione ad attivare l'unità di crisi. Subito dopo, tra venerdì e sabato, abbiamo avuto la percezione della gravità e della vastità della situazione. Da quel momento siamo entrati in un vortice convulso: sembrava di provare a fermare con le mani una diga che si era rotta".


"No, non mi sono mai sentito solo: abbiamo passato molte ore nell'ufficio del presidente Fontana con un gruppo di persone tra cui il vicepresidente, l'assessore Caparini, alcuni nostri dirigenti: le scelte sono state sempre corali e sempre insieme ai tecnici. È sempre stato un grande lavoro corale".


A distanza di un anno "non avrei fatto nulla di diverso: con le conoscenze e gli strumenti che avevamo allora, abbiamo fatto il massimo che si poteva fare".

"Sulle singole attività certo, per carità, si possono aver fatto degli errori: nessuno ci aveva dato un libretto di istruzioni. Questo ancora oggi mi fa riflettere su come il mondo occidentale si sia fatto trovare totalmente impreparato. Dovremmo chiedere come mai tutti guardavano alla Cina come se fosse qualcosa di molto lontano", ha aggiunto.