LE TESTIMONIANZE

La testimonianza di Federico, titolare del ristorante Pepe Nero di via Ripamonti (Milano)

Ho raccolto il grido d'allarme di un altro ristoratore, che a Milano gestisce la catena Ciccio Pizza. Affitti e spese da pagare, scadenze tributarie, la Tassa rifiuti richiesta inesorabilmente sull'intera annualità nonostante i mesi di chiusura e di attività ridotta, la decisione di effettuare la vendita per asporto con il solo obiettivo di sopravvivere. Ristori inadeguati, la fervida speranza di poter riaprire in sicurezza. Mi farò portavoce anche di questa toccante storia nei confronti dei ministri competenti di questo Governo, confidando che con il nuovo Direttore d'orchestra possa cambiare anche la musica.

La voce dei rappresentanti della categoria dei Tassisti.

Alberghi e strutture ricettive. Ho incontrato Massimo Macchi, direttore del Klima Hotel Milano Fiere. Abbiamo parlato delle mille difficoltà che stanno caratterizzando il settore alberghiero, degli scarsi ristori ricevuti e delle tasse che continuano a gravare su queste realtà strategiche dell'area milanese in ambito turistico, mettendo a rischio la loro stessa sopravvivenza.

Un'altra autorevole testimonianza rilasciata nel corso del convegno online sui MANCATI RISTORI del 4 marzo scorso. Il settore sportivo è fra i più penalizzati dalle chiusure determinate dall'emergenza COVID-19 e i ristori finora erogati risultano essere totalmente insufficienti.

Ho incontrato  Alfredo Zini, ristoratore, Presidente del Club Imprese Storiche di Confcommercio Milano , Lodi e Monza Brianza. Insieme abbiamo approfondito gli aspetti finanziari che determinano le maggiori difficoltà a seguito delle restrizioni legate all’emergenza Covid-19. Gli esercizi storici sono piccole realtà commerciali o artigianali, prevalentemente a conduzione familiare. Per costoro le tasse sono rimaste sostanzialmente invariate, esattamente come durante un anno “normale”, senza alcuna considerazione per la riduzione del fatturato che in molti casi addirittura arriva fino al 90 per cento. Lo stesso vale per le accise e i costi fissi delle bollette legate al consumo di energia, che incidono in questo periodo di “magra” molto più del consumo stesso. A fronte di tasse, imposte, accise e balzelli vari da pagare, i ristori e gli indennizzi stabiliti a livello nazionale per queste categorie ammontano a percentuali irrisorie sul fatturato. Un disequilibrio che sta generando moltissime difficoltà di sopravvivenza, soprattutto per le realtà commerciali di piccole dimensioni.

Oltre a invocare contributi economici adeguati, i gestori delle imprese storiche propongono, per la ripresa delle attività che probabilmente sarà graduale ma che ci auguriamo possa avvenire quanto prima, la riattivazione del “voucher” per le nuove assunzioni del personale che altrimenti, dopo un anno di crisi, sarebbero impossibili.

MANCATI RISTORI/PALESTRE E CENTRI FITNESS

Ho incontrato Fabio Sozzani , coordinatore lombardo della CIWAS, associazione di categoria che raggruppa numerose aziende e Centri Fitness, e titolare dello Sporting Palestra & SPA SSDRL di Varese.

Palestre e centri Fitness scontano non solo 8 mesi e mezzo di chiusura totale delle attività, ma anche la totale assenza di qualsiasi prospettiva di riapertura. Questo elemento genera una inquietante impossibilità di programmare il lavoro, le forniture, la gestione degli abbonamenti per il futuro.

Fabio Sozzani mi ha evidenziato che i protocolli di sicurezza adottati dai gestori di queste realtà nel corso degli unici tre mesi e mezzo di apertura avevano funzionato perfettamente.

Ora questo comparto chiede una prospettiva chiara, che venga attuata anche attraverso nuovi protocolli di sicurezza, purché siano fattibili e sostenibili economicamente. E poiché queste attività si reggono sugli abbonamenti, la quasi totalità dei quali è stata interrotta a seguito delle chiusure imposte nei mesi scorsi, il rischio più grande è quello di ripartire senza risorse in cassa. Di qui nasce una proposta per la sopravvivenza: una formula di agevolazione fiscale sugli ingressi da incassare alla ripartenza, in modo che vegano assicurate nuove risorse ai gestori e benefici finanziari ai clienti.

MANCATI RISTORI – PALESTRE E FITNESS

Proseguono senza sosta gli incontri con i rappresentanti delle categorie produttive maggiormente colpite dalla crisi economica legata all’emergenza Covid-19.

Questa mattina sono stato nella sede milanese di Viale Liguria della 20Hours Palestre

dove ho incontrato i responsabili del Gruppo. Racconti e testimonianze impressionanti: attività chiusa dal mese di ottobre, nessuna prospettiva per le riaperture. Costi fissi sulle bollette dell’energia e sugli affitti elevatissimi: in un trimestre sfiorano i 140 mila euro. I ristori ricevuti finora hanno coperto solo un terzo delle spese legate alla chiusura del primo lockdown. Dipendenti in cassa integrazione, collaboratori sportivi a casa. Ma, quel che più fa riflettere in vista di una auspicabile riapertura, i protocolli di sicurezza adottati nel corso dei 4 mesi di attività, da giugno a settembre, hanno funzionato perfettamente, nessun lavoratore di questi centri ha contratto il Covid.

L’intervento del Governo deve quindi concentrarsi sulla copertura dei costi e sul garantire la continuità delle aperture. Il mio impegno, dunque, andrà in questa direzione. Ecco il racconto di due referenti del gruppo 20Hours, Fulvio Del Pino e Claudio De Padua.

MANCATI RISTORI/L’INDOTTO LEGATO AL TRASPORTO AEREO

Il viaggio fra i settori maggiormente colpiti dalla crisi economica legata all’emergenza Covid-19 ci porta oggi nei pressi dell’Hub internazionale di Malpensa. Molte imprese che sviluppano la propria attività nell’indotto del trasporto aereo stanno attraversando un momento drammatico, con una forte riduzione dei carichi di lavoro e, addirittura, NESSUN RISTORO ricevuto finora. Ne ho parlato questa mattina con il Presidente di Airchef Michele Mezzatesta: la sua azienda si occupa dell’approvvigionamento di prodotti alimentari per i passeggeri degli aeromobili ed è passata da 700 a poco più di 60 pasti al giorno da imbarcare. In video conferenza ho raccolto inoltre la testimonianza del Presidente di FederCatering Luigi de Montis, il quale ha sottolineato la drastica riduzione dei voli (del 77,5 per cento quelli europei e del 82,5 per cento gli intercontinentali) che ha determinato la crisi del comparto della ristorazione di bordo. Infine, il racconto di Stefano Fabris, titolare della National Cleanness, un’azienda che si occupa di sanificazione degli aerei e dei prodotti di cabina: 300 dipendenti in cassa integrazione, carichi di lavoro al lumicino e tanta paura per il futuro, per il quale non s’intravedono prospettive certe. L’appello è unanime: una ripartenza con sgravi contributivi per non penalizzare le maestranze, ristori adeguati per un settore fondamentale nell’ambito del trasporto aereo e, di conseguenza, per il turismo del nostro Paese.

MANCATI RISTORI/CULTURA E SPETTACOLO

Il viaggio fra le realtà più colpite dalla crisi economica strettamente collegata all’emergenza Covid-19 ha varcato la soglia del comparto delle attività teatrali.

Ho incontrato nel pomeriggio di oggi i responsabili del Teatro del Buratto, il Centro di produzioni teatrali per bambini e ragazzi, unico nel suo genere in Lombardia. A questa realtà è affidata la gestione del Teatro Bruno Munari di Milano. Eloquente e drammaticamente attuale la testimonianza rilasciata dai referenti del Centro: le spese fisse di gestione e manutenzione del teatro, a fronte di una stagione che ha visto la luce per poche settimane nel corso del 2020, hanno determinato difficoltà economiche senza precedenti. Solo i contributi statali previsti dal Fondo Unico per lo Spettacolo e un finanziamento straordinario di Regione Lombardia hanno impedito che la situazione diventasse irreversibile. Due ulteriori elementi di criticità riguardano il futuro del Teatro: gli eventi teatrali dedicati alla popolazione studentesca rischiano ormai di tornare sul palcoscenico nella stagione 2022/2023; molti lavoratori del settore, e in particolare del Teatro del Buratto, hanno deciso di optare per altre professioni per sopravvivere alla crisi. La cultura è uno degli aspetti dell’educazione, e questi protagonisti del mondo dello spettacolo, che svolgono un ruolo educativo non indifferente, chiedono un’attenzione particolare per il loro settore sia in termini di sostegni economici adeguati che di prospettive certe e sostenibili.

Ce la stanno mettendo tutta per riuscire a sopravvivere fino alla ripresa delle attività.

MANCATI RISTORI/TURISMO

La raccolta di testimonianze e segnalazioni legate agli aspetti economici e sociali dell’emergenza Covid-19 ci porta nel mondo del turismo, un settore che conta 83 mila operatori e genera il 13 per cento del Pil nazionale. Ho incontrato questa mattina

Corrado Lupo, Presidente regionale di AIDIT, l’Associazione italiana distribuzione turistica aderente a Federturismo Confindustria, il quale mi ha esposto i problemi e le difficoltà che i titolari delle Agenzie viaggi hanno attraversato nel corso dell’ultimo anno. Difficoltà economiche e burocratiche, legate soprattutto ai famigerati codici ATECO che finora hanno rappresentato una sorta di lasciapassare per accedere ai ristori: la diversa natura giuridica delle Agenzie aveva determinato l’estromissione per molti operatori dai finanziamenti nazionali, mentre una fetta considerevole degli aventi diritto non ha ancora ricevuto i fondi della prima fase dell’emergenza a causa delle lungaggini burocratiche in capo all’Agenzia delle Entrate. Il mondo del turismo chiede quindi che vengano sciolti questi nodi e che, soprattutto, si possano riaprire i corridoi internazionali che permetterebbero ai tour operator di riaccendere i motori dell’economia. Sarà inoltre necessario risolvere la vicenda dei Voucher assegnati ai clienti quali risarcimenti per gli acconti versati prima dell’emergenza, utilizzando anche dilazioni temporali o crediti d’imposta. Trasferirò queste osservazioni ai referenti parlamentari lombardi e agli esponenti del Governo affinché se ne possa tenere conto in fase di conversione del Decreto-Legge “Sostegni”.

MANCATI RISTORI/PALESTRE E ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE

Il mondo dello sport dilettantistico, e in particolare degli sport di contatto, sta attraversando un periodo difficilissimo per le conseguenze determinate dall’emergenza Covid. Insieme alla Consigliere del Municipio 5 di Milano Di Vaia Rosa, ho raccolto la testimonianza del maestro Garcia Amadori, all’interno della sua Palestra MMA Atletica BOXE, in merito alle difficoltà che sta riscontrando la sua attività. Nel centro sportivo di Amadori si praticano Boxe, Arti marziali e sport da combattimento, si organizzano corsi di difesa personale ma anche percorsi di sostegno rivolti a ragazzi e adolescenti con fragilità specifiche e comportamentali. I finanziamenti ricevuti nell’ultimo anno sono stati sufficienti solo per pagare un trimestre d’affitto della struttura che ospita la palestra. Nient’altro. Nel corso dei pochissimi mesi di apertura, il maestro Amadori ha adottato protocolli di sicurezza sanitaria che hanno funzionato molto bene. Mi farò portavoce anche delle sue istanze affinché nella conversione in Legge del “Decreto Sostegni” si valutino misure adeguate per queste realtà sportive importanti anche nel percorso di crescita nei nostri ragazzi.

MANCATI RISTORI/LA VOCE DEI TERRITORI

Dopo aver raccolto la testimonianza di Garcia Amadori nella sua palestra, insieme al consigliere Rosa Di Vaia ho visitato altre realtà commerciali nella zona di riferimento del Municipio 5. I ristoratori rappresentano in assoluto una delle categorie maggiormente penalizzate, come ha confermato il gestore di Pizza OK di via Chiesa Rossa. Costretti alla chiusura da due settimane anche i parrucchieri: il titolare del salone Oneone Justony ha evidenziato gli investimenti effettuati nei mesi scorsi per garantire i protocolli di sicurezza sanitaria. Anche per lui, la difficoltà legate all'emergenza Covid-19 sono evidenti.

MANCATI RISTORI/ARTIGIANI

La prima delle tre tappe di oggi a Magenta, insieme al capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale Giuseppe Cantoni, riguarda la Sezione di Magenta dell Unione artigiani della provincia di Milano che raggruppa oltre mille associati della zona. Raffaele Grittini, funzionario della Sezione di Magenta, esprime la grande preoccupazione di molti professionisti: fra i più colpiti dalla crisi determinata dall'emergenza Covid-19 i settori legati al mondo dei TAXI e dei noleggio con conducente, ma anche gli installatori idraulici che, ad esempio, con i nuovi provvedimenti nazionali avrebbero diritto, conti alla mano, ad un indennizzo pari al 4 per cento sullo scostamento del fatturato rispetto all'anno precedente. Disagio espresso anche dai parrucchieri, costretti stavolta alla chiusura in zona rossa. Gli artigiani chiedono certezze sui ristori legati a questo ulteriore e prolungato periodo di chiusura e formulano proposte emendative al Decreto Sostegni quali detrazioni fiscali e di carattere contributivo, oltre alle moratorie sugli affitti dei locali, per riuscire a sopravvivere e a ripartire. Oltre ad un riconoscimento da parte della Regione di un'azione di carattere sociale e formativo che, nel concreto, stanno svolgendo a beneficio dell'intero settore.

MANCATI RISTORI/COMMERCIO

Il viaggio sul territorio prosegue. Ho incontrato poco fa i rappresentanti di

Confcommercio Magenta e Castano Primo. Ho raccolto la testimonianza di molti commercianti della zona, fortemente penalizzati da questa situazione di crisi. Da loro si alzano due richieste, in particolare: poter ricominciare a lavorare, garantendo la necessaria sicurezza sanitaria; affrontare questo periodo delicato con l'ausilio di strumenti normativi e finanziari adeguati, ma soprattutto essere liberati da una burocrazia asfissiante che complica ulteriormente la sopravvivenza. Raccoglieró le istanze e le proposte di questi protagonisti della vita produttiva del Paese e mi farò portavoce di questo grande desiderio di nuova normalità. Grazie alle puntuali proposte che mi vengono trasferite, lavorerò perché si possa migliorare il Decreto Sostegni in sede di conversione Parlamentare.

MANCATI RISTORI/PISCINE E SPORT

Terza e ultima tappa a Magenta. All'interno dell'impianto che ospita la piscina, ho incontrato i rappresentanti di Ginnastica Artistica CIEF Magenta , la cooperativa che da 40 anni gestisce questa e diverse altre strutture sportive sul territorio. La piscina è drammaticamente vuota, senz'acqua, chiusa da cinque mesi a seguito delle norme legate all'emergenza Covid. I gestori hanno provveduto a santificare l'impianto investendo 20 Mila euro, ma hanno ottenuto solo 1.200 euro di rimborso. Ad un serio problema legato ai mancati ricavi e alla brusca sospensione dell'attività sportiva, si aggiunge un doloroso aspetto occupazionale, con i 27 dipendenti della cooperativa in cassa integrazione da diversi mesi. I soci della CIEF, alla pubblica amministrazione, non chiedono contributi a pioggia ma alcune agevolazioni di buon senso che consentano loro di ripartire: l'applicazione del credito d'imposta sugli adempimenti fiscali futuri, procedure burocratiche meno farraginose, sgravi sulle forniture primarie, legate ad esempio alla depurazione dell'acqua a carico dei gestori.

MANCATI RISTORI/LOCALI NOTTURNI - Nuova tappa dell’iniziativa “Mancati ristori”. Insieme al Consigliere comunale di Milano Alessandro De Chirico abbiamo incontrato, davanti all’ingresso dell’ Hollywood - Milano Alberto Baldaccini, uno dei proprietari di questo storico locale notturno milanese chiuso ormai da un anno, che ha spiegato le enormi difficoltà che l’intera categoria ha attraversato nel corso dell’emergenza Covid-19. Difficoltà legate soprattutto alle spese indifferibili, come gli affitti e le tasse, che hanno segnato profondamente i bilanci sociali. Questi imprenditori, consapevoli della peculiarità delle loro attività soprattutto in un contesto pandemico, aspettano con ansia prospettive certe sulle riaperture e l’introduzione del Credito d’imposta per alleggerire le spese sostenute.

MANCATI RISTORI/NECESSARIO L’AZZERAMENTO DELLA TARI

In queste settimane ho raccolto numerose testimonianze dirette da parte dei rappresentanti delle categorie più colpite dalla crisi economica legata all’emergenza Covid-19. Tanti racconti, diversi fra loro ma accomunati da un elemento comune: l’insostenibilità delle spese fisse, affitti, tasse e bollette, a fronte di ristori inadeguati e insufficienti. A Milano, molti commercianti, artigiani, professionisti sono costretti a pagare la TARI con uno sconto irrisorio nonostante le loro attività siano sensibilmente ridotte o addirittura azzerate. Per questo, plaudo e sostengo fortemente l’iniziativa del Consigliere comunale di Milano Alessandro De Chirico che si farà promotore, in sede di discussione del Bilancio, dell’AZZERAMENTO TOTALE della TARI.

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